Oltre trent'anni di pietre, pazienza e fantasia raccontati per tappe.
Emilio Padovani è nato nel 1947. Per gran parte della sua vita ha lavorato come autista, prima di andare in pensione e dedicare gran parte del suo tempo a un progetto che con gli anni è cresciuto fino a riempire un intero giardino: un parco di dinosauri costruiti interamente con pietre, a Codrignano, frazione di Borgo Tossignano in Emilia-Romagna.
La storia comincia nel 1993, al cinema, con Jurassic Park di Steven Spielberg. Guardando il film, Emilio inizia a osservare le pietre con occhi diversi: sceglie sassi dalle forme particolari — qualcosa che gli ricorda un volto, un muso, un profilo — e li trasforma nel suo primo dinosauro, uno stegosauro. Da lì, un'abitudine che non lo lascerà più.
Al cinema esce Jurassic Park di Steven Spielberg. Da quel momento Emilio inizia a vedere dinosauri nelle pietre che raccoglie: il primo esemplare che costruisce è uno stegosauro.
Le prime foto che documentano il parco raccontano già un giardino popolato: file di pietre disposte a formare la corazza di una tartaruga preistorica, tra gli alberi da frutto di casa.
Il vocabolario delle sculture si arricchisce: non solo grandi corpi, ma dettagli come ossa e piastre disposte con cura, a comporre creature sempre più riconoscibili.
Il gusto per la pietra esce anche dal giardino: al Carnevale dei Fantaveicoli di Imola, Emilio porta per anni un mezzo interamente costruito con oggetti "di sasso" — dalla bicicletta alla lambretta — coinvolgendo amici e familiari nella costruzione. Nel 2017 in squadra con lui c'è anche la nipote Eleonora.
Accanto ai dinosauri "veri" — stegosauri, triceratopi, tirannosauri — nascono creature nate solo dalla fantasia di Emilio: conigli, musetti buffi, piccoli personaggi con occhi di ciottolo e nasi di terracotta, spesso ritratti in gruppo come una vera famiglia di sasso.
Il 20 e il 27 febbraio Emilio è ospite di "ItaliaSì!", il programma di Marco Liorni su RaiUno: durante la trasmissione lancia un appello ai telespettatori per trovare il sasso giusto per la testa del suo centunesimo dinosauro. In ottobre l'associazione culturale O Leûdo di Sestri Levante lo elegge "Nonno dell'anno 2021", definendolo "un modello culturale altamente educativo". Anche il sindaco di Imola, Marco Panieri, visita il giardino.
Le scuole elementari e medie di Sestri Levante partecipano a un concorso per scegliere il nome di una scultura di circa 80 chili donata da Emilio all'associazione O Leûdo: nasce così il "Leudosauro", battezzato dai bambini durante la Festa dei Nonni.
Dopo la pandemia, le visite scolastiche riprendono: le classi delle scuole Rodari di Imola, e gruppi da Lugo e Forlì, tornano ad ascoltare Emilio raccontare le sue creazioni, senza mai chiedere un biglietto d'ingresso.
Il progetto non si è mai fermato: tra tavolini di pietra a forma di fungo, piccoli teschi scolpiti e un sasso su cui Emilio ha scritto il proprio nome, il giardino continua ad arricchirsi di nuovi dettagli.
Ogni scultura nasce dalla forma della pietra: Emilio sceglie i sassi osservandoli finché non vi riconosce un muso, un dorso, una coda. Le pietre piccole e leggere le raccoglie personalmente nei campi della zona; quelle più grandi — che possono pesare fino a un centinaio di quintali — arrivano da cave e greti di fiume e richiedono il trasporto con una gru. Le pietre vengono forate e assemblate tra loro con perni di ferro, in un lavoro paziente che unisce artigianato e osservazione della natura.
Anche in viaggio la ricerca non si ferma: tra i luoghi in cui Emilio ha cercato pietre adatte c'è anche Parigi.
Il lavoro di Emilio è stato notato anche fuori dai confini di Codrignano: il suo giardino compare negli archivi internazionali dedicati agli outsider art environments — i giardini e le installazioni costruite da autori autodidatti, spesso per decenni, al di fuori dei circuiti dell'arte ufficiale — ed è catalogato nel progetto italiano "Costruttori di Babele", che documenta figure simili in tutto il paese.
Nel 2018 Emilio è uno dei protagonisti del documentario I Babelici, diretto da Alessandro Quadretti e prodotto da Officinemedia, insieme ad altri due "costruttori" romagnoli: Renato Mancini, scultore che lavora con materiali di recupero e ferro, ed Elio Cangini, autore di un tunnel di legno di settanta metri decorato con piccoli presepi. Il film racconta le storie di uomini che, con le proprie mani, hanno trasformato materiali poveri in un universo immaginario tutto loro.
«Sono una persona semplice, non avrei mai immaginato di poter avere un onore così grande.»
— Emilio Padovani, dopo il titolo di "Nonno dell'anno 2021"